venerdì 30 gennaio 2015

I Vulcani della Terra se eruttassero contemporaneamente?Cosa succederebbe

Le eruzioni vulcaniche da sempre affascinano l’uomo per la loro enorme potenza, e la loro bellezza, mozzafiato e distruttrice al tempo stesso. Un’eruzione vulcanica è in grado di distruggere un’intera città, e di trascinare detriti per chilometri e chilometri. Ma cosa succederebbe se tutti i vulcani attivi della Terra, circa 1500 (contando anche quelli sommersi negli abissi marini), eruttassero? Il pianeta sopravviverebbe?
Gli scienziati si sono interrogati a riguardo, e in particolare alla Redford University in Virginia è stato condotto uno studio per chiarire meglio la questione. Partendo dal presupposto che secondo gli scienziati la probabilità che tutti i vulcani della Terra eruttino contemporaneamente è così bassa che si potrebbe definire un evento quasi impossibile, nel caso questo evento dovesse verificarsi, le conseguenze sarebbero terribili.
Si instaurerebbe infatti una spirale negativa di reazioni a catena che porterebbe quasi senza ombra di dubbio alla fine della vita sul nostro pianeta. Se è vero che le eruzioni di lava ucciderebbero tutti coloro che si trovano nei pressi del vulcano, ma c’è anche da dire che i vulcani, in caso di eruzione, emettono anche gas e ceneri. Questi, in enorme quantità, porterebbero ad uno squilibrio ambientale di dimensioni catastrofiche, che causerebbe appunto dei cambiamenti climatici così drastici che la vita sulla Terra non sarebbe più possibile per le persone.

Secondo lo scienziato che ha condotto lo studio, come primo effetto ci sarebbe la sparizione della luce, in quanto il pianeta verrebbe coperto da una coltre impenetrabile di ceneri, (come è successo ad esempio con l’eruzione recente del vulcano Ontake), che impedirebbe il passaggio di ogni singolo raggio di sole. Questo automaticamente spegnerebbe ogni forma di vita sulla  Terra, perché il Sole è per definizione energia per la vita.
Inoltre, oltre ad esempio all’impossibilità per le piante di compiere la fotosintesi clorofilliana, dal momento che il Sole non potrebbe penetrare il fitto strato di cenere, anche le temperature calerebbero a picco. Questo avverrebbe anche perché i gas, la cenere e la polvere potrebbero essere “sparati” nella stratosfera, e questi detriti potrebbero interferire con i raggi del Sole e impedir loro di raggiungere la superificie terrestre.
Come se non bastasse, i gas vulcanici contengono ad esempio diossido di zolfo e acido fluoridrico, che, se condensassero nell’atmosfera, pioverebbero sulla Terra sotto forma di piogge acide.
Questo comporterebbe ad esempio il fatto che, di conseguenza, anche gli oceani diventerebbero acidi. Riuscite ad immaginare un oceano acido? Tutte le forme di vita nelle sue acque morirebbero all’istante e la flora e la fauna marina si estinguerebbero per sempre, in assenza di acqua “salubre” dove poter vivere e riprodursi.
Lo studioso aggiunge però che il raffreddamento globale potrebbe essere bilanciato dalle emissioni di diossido di carbonio, che farebbero innalzare la temperatura della superficie terrestre. La domanda che lo scienziato si pone è questa: la composizione dell’atmosfera subirà dei cambiamenti così drastici che vi si troverà diossido di carbonio velenoso per la vita?
Forse è meglio pensare al fatto che questo evento è pressoché impossibile, e continuare a dormire sonni tranquilli.

2 commenti: