venerdì 30 gennaio 2015

L’uomo ha subito durante l’infanzia un grave attacco da un lupo che gli ha rovinato la vita.

GUIZHOU (Cina) – La chirurgia estetica è da sempre un argomento che si dibatte tra due fuochi, l’etica e la medicina, nonostante ne sia una specializzazione. A volte le pretese di clienti insoddisfatti del proprio corpo sono forse un po’ esagerate come ad esempio la modella che con regolarità va a farsi dare una ritoccatina al seno, oppure la ragazza russa che ha voluto delle labbra come la fiammante Jessica Rabbit, come ne abbiamo parlato nel nostro articolo. Anche il caso di un signore cinese ha fatto scalpore: è stato sottoposto ad un’estenuante operazione chirurgica , svolta in due sessioni a sei mesi di distanza, alla quale hanno partecipato chirurghi e specialisti da ogni parte della Cina. La sua storia però non riguarda un capriccio estetico: l’uomo è stato completamente sfigurato nel volto quando era bambino.

L’uomo ha subito durante l’infanzia un grave attacco da un lupo che gli ha rovinato la vita. Il suo volto è stato completamente sfigurato quando aveva l’età di 11 anni. Adesso ne ha 65 ed in pratica ha passato tutta la sua vita  in queste condizioni. L’aspetto severamente compromesso lo hanno condizionato non poco: non ha mai potuto sposarsi né ottenere un lavoro. Finalmente dopo ben 54 anni i medici di più di un ospedale si sono riuniti per curarlo al meglio grazie alla chirurgia estetica.

L’uomo è originario della Cina, da un paese di montagna in una regione a sud est del paese.Nonostante una razza di cane lupo sia comunemente considerata un animale domestico in quei luoghi, un esemplare fuori controllo lo assalì da bambino, rovinandogli gran parte del volto all’altezza della bocca.
Le fotografie scattate durante le prime visite coi medici sono impressionanti: quest’uomo presenta la mascella completamente aperta e stavolta non si tratta di un mero scherzo di un appassionato di supereroi, sebbene il suo volto ricordi la faccia sfigurata di Two Face, il famigerato nemico di Batman. La mandibola infatti è in evidenza e recisa fino a lasciare i denti scoperti. Il malcapitato è stato obbligato ad assumere una dieta liquida per tutta la sua vita dato che non ha mai potuto masticare cibi solidi.
A causa del grave incidente che lo ha barbaramente deformato, l’uomo non ha frequentato scuole, non ha mai ottenuto un lavoro, non si è potuto sposare. La situazione economica della famiglia del bambino evidentemente al momento dell’incidente non poté affrontare le spese onerose per una simile operazione: la provincia cinese di Guizhou è una zona povera e a livello economico sottosviluppata nonostante numerose risorse naturali, ambientali e culturali.
Dopo più di 50 anni in queste condizioni, i medici hanno trovato il rimedio per curarlo grazie alla chirurgia estetica. Il chirurgo che ha preso in carico l’intervento si dichiara ottimista ed entusiasta di condurre l’operazione che descrive come “la più impegnativa che ho seguito negli ultimi 15 anni”. Sono stati contattati per un consulto anche esperti da importanti ospedali delle città vicine, anzi in tutta la Cina: l’operazione coinvolgerà intorno a una ventina di medici di differenti dipartimenti.
L’intervento sarà delicatissimo, addirittura verrà effettuato in due sessioni a distanza di sei mesi l’uno dall’altro. Una prima operazione tratterà la ricostruzione dei muscoli facciali che furono recisi dal morso del lupo, le labbra inferiori e superiori che mancano totalmente ed i tessuti connettivi che verranno trapiantati utilizzando lembi di pelle presi in prestito dalle gambe del paziente. Questi saranno i passaggi più impegnativi a detta dei chirurghi, in seguito alle numerose congiunzioni nervose e vasi sanguigni che si dovranno ristabilire. La seconda operazione, che avverrà dopo sei mesi, tratterà la ricostruzione interna dei denti.




I Vulcani della Terra se eruttassero contemporaneamente?Cosa succederebbe

Le eruzioni vulcaniche da sempre affascinano l’uomo per la loro enorme potenza, e la loro bellezza, mozzafiato e distruttrice al tempo stesso. Un’eruzione vulcanica è in grado di distruggere un’intera città, e di trascinare detriti per chilometri e chilometri. Ma cosa succederebbe se tutti i vulcani attivi della Terra, circa 1500 (contando anche quelli sommersi negli abissi marini), eruttassero? Il pianeta sopravviverebbe?
Gli scienziati si sono interrogati a riguardo, e in particolare alla Redford University in Virginia è stato condotto uno studio per chiarire meglio la questione. Partendo dal presupposto che secondo gli scienziati la probabilità che tutti i vulcani della Terra eruttino contemporaneamente è così bassa che si potrebbe definire un evento quasi impossibile, nel caso questo evento dovesse verificarsi, le conseguenze sarebbero terribili.
Si instaurerebbe infatti una spirale negativa di reazioni a catena che porterebbe quasi senza ombra di dubbio alla fine della vita sul nostro pianeta. Se è vero che le eruzioni di lava ucciderebbero tutti coloro che si trovano nei pressi del vulcano, ma c’è anche da dire che i vulcani, in caso di eruzione, emettono anche gas e ceneri. Questi, in enorme quantità, porterebbero ad uno squilibrio ambientale di dimensioni catastrofiche, che causerebbe appunto dei cambiamenti climatici così drastici che la vita sulla Terra non sarebbe più possibile per le persone.

Secondo lo scienziato che ha condotto lo studio, come primo effetto ci sarebbe la sparizione della luce, in quanto il pianeta verrebbe coperto da una coltre impenetrabile di ceneri, (come è successo ad esempio con l’eruzione recente del vulcano Ontake), che impedirebbe il passaggio di ogni singolo raggio di sole. Questo automaticamente spegnerebbe ogni forma di vita sulla  Terra, perché il Sole è per definizione energia per la vita.
Inoltre, oltre ad esempio all’impossibilità per le piante di compiere la fotosintesi clorofilliana, dal momento che il Sole non potrebbe penetrare il fitto strato di cenere, anche le temperature calerebbero a picco. Questo avverrebbe anche perché i gas, la cenere e la polvere potrebbero essere “sparati” nella stratosfera, e questi detriti potrebbero interferire con i raggi del Sole e impedir loro di raggiungere la superificie terrestre.
Come se non bastasse, i gas vulcanici contengono ad esempio diossido di zolfo e acido fluoridrico, che, se condensassero nell’atmosfera, pioverebbero sulla Terra sotto forma di piogge acide.
Questo comporterebbe ad esempio il fatto che, di conseguenza, anche gli oceani diventerebbero acidi. Riuscite ad immaginare un oceano acido? Tutte le forme di vita nelle sue acque morirebbero all’istante e la flora e la fauna marina si estinguerebbero per sempre, in assenza di acqua “salubre” dove poter vivere e riprodursi.
Lo studioso aggiunge però che il raffreddamento globale potrebbe essere bilanciato dalle emissioni di diossido di carbonio, che farebbero innalzare la temperatura della superficie terrestre. La domanda che lo scienziato si pone è questa: la composizione dell’atmosfera subirà dei cambiamenti così drastici che vi si troverà diossido di carbonio velenoso per la vita?
Forse è meglio pensare al fatto che questo evento è pressoché impossibile, e continuare a dormire sonni tranquilli.

Alberi che hanno una strana curvatura

GRYFINO (Polonia) – Se mai dovesse capitarvi di fare un viaggetto in Polonia, fermatevi a Gryfino, nella provincia di Zachodniopomorskie, e date un occhio alla Crooked Forest (e cioè “la Foresta sbilenca”). Questo nome, nel suo essere così bizzarro, non è affatto fuori luogo, perché corrisponde a verità. Si tratta infatti di una foresta che conta all’incirca 400 pini, tutti “deformi”.
Questi alberi hanno infatti una caratteristica comune, nel loro essere sbilenchi: la loro base ha una strana curvatura di 90 gradi, come potete vedere dalle immagini, che si perpetua in modo uguale in ogni pino presente nel luogo, e ognuna di queste curvature va nella medesima direzione. Cosa ancora più strana, questa foresta è circondata da pini che sono tutti totalmente dritti.
Ovviamente aleggiano moltissime leggende sull’origine di questa strana curvatura, e nessuno degli abitanti del luogo ha una risposta certa. Il motivo di questo sta probabilmente nel fatto che durante la Seconda Guerra Mondiale la città venne distrutta, e fu solo negli anni 70, quando fu costruita una centrale nucleare in questo sito, che la città iniziò a rialzarsi dalle macerie.

Come è abbastanza comprensibile, i primi miti inventati sull’origine della foresta si riferiscono a storie di magia e fantasia. Chiunque passi per la foresta, non può non pensare che vi sia avvenuto qualcosa di strano ed inspiegabile. Tuttavia, la teoria più accreditata al momento è che questa foresta abbia un’età di circa 80 anni, e che la curvatura risalga a quando gli alberi avevano più o meno 7 anni.
Si pensa pertanto che questo strano bosco sia stato modificato prima della Seconda Guerra Mondiale, intorno agli anni 30. Probabilmente degli agricoltori hanno modificato la forma di questi tronchi per riuscire a creare dei pezzi unici per l’arredamento, oppure per creare pezzi per le navi.
Altri sostengono invece la teoria che questa strana curvatura abbia avuto invece un’origine naturale, asserendo che forse una tempesta invernale potrebbe aver investito questa foresta. Secondo questa ipotesi, gli alberi sarebbero stati bloccati dalla neve (divenuta ghiaccio) io quella posizione per tutto l’inverno, fino alla primavera.

Fenomeni celesti


Nell'ordine, e partendo dal centro si vedono:

  • La cometa Lovejoy che brilla al centro dell'immagine con l'ormai inconfondibile colore verde (sono i composti carbonati eccitati dalla radiazione ultravioletta del Sole che le conferiscono questa impressionante tonalità);
     
  • Le Pleiadi, poco più in alto a destra rispetto alla cometa;
     
  • La nebulosa California che disegna un arco rosso di gas incandescente a destra della Lovejoy;
     
  • Una metorite disegna una scia di luce a sinistra, poco prima di "tuffarsi" nella...
     
  • Piscina nebbiosa di luci verdi distribuite lungo l'orizzonte e causate dall'ossigeno presente nelle fasce alte dell'atmosfera.
     
  • Un tappeto di nubi a bassa quota che ristagnano nella pianura sotto l'osservatorio di La Silla che si trova a 2.400 metri di altitudine.
     
  • La striscia di luci che si nota sullo sfondo nella pianura non ha nulla di celeste (è vero, abbiamo un po' barato): è la Panamericana, la strada che si sviluppa lungo tutta la costa pacifica del contenente americano: una striscia di asfalto (e anche di luce) lunga 25.750 km.

L'OSSERVATORIO DI LA SILLA. Come detto, l'immagine è una composizione di diverse lunghe esposizioni ed è stata realizzata a La Silla, il primo osservatorio dell'ESO (European Southern Observatory), costruito in Cile negli anni '60 per permettere agli astronomi europei di avere un luogo ideale dove installare i propri telescopi e dal quale fosse visibile il cielo australe.  

giovedì 29 gennaio 2015

LA VICENDA GIUDIZIARIA

Vannoni - una volta uscito dal carcere - non potrà portare avanti le infusioni di cellule prodotte con il suo fantomatico metodo neanche all’estero, come aveva promesso ai suoi pazienti. Anche questa è una delle condizioni poste dalla procura.
Il giudice per l’udienza preliminare deciderà il 18 marzo se accettare il patteggiamento, mettendo così fine al caso giudiziario Stamina, una vicenda che - dal punto di vista scientifico - aveva già dimostrato di non stare in piedi.

STAMINA, IL METODO CHE NON FUNZIONA. Un anno fa, innescato da una trasmissione televisiva, scoppiava in Italia il caso Stamina. La vicenda ha per protagonisti il medico Mario Andolina e l’esperto di comunicazione Davide Vannoni, che affermano di poter curare malattie molto gravi infondendo nei malati cellule staminali mesenchimali, indotte in vitro a trasformarsi in neuroni. Non c’è alcuna prova che il metodo funzioni e che le staminali mesenchimali possano diventare neuroni; i due non hanno mai davvero chiarito come ciò possa avvenire.A dispetto delle molte apparizioni televisive, il numero di articoli scientifici firmati da Vannoni e/o Andolina è pari a zero (l’unico, uscito su una rivista coreana, è stato ritrattato dallo stesso autore). Nessuno è guarito grazie a Stamina. I progressi straordinari di cui la scienza è capace, di cui parliamo anche in un articolo sulle cellule staminali suFocus 268, sono figli di un metodo ben consolidato: l’autore di una scoperta spiega che cosa ha fatto ai colleghi, che ripetono l’esperimento per verificare le sue affermazioni. Tutto ciò che non segue questa procedura è inattendibile.